Il THC ed i suoi effetti principali sulla salute di mente e corpo, la guida completa

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THC

Durante tutta la sua vita, una pianta di cannabis produrrà più di 400 diversi composti chimici, ma è la presenza di una sola di quelle centinaia di composti che ha segnato il destino della cannabis per quasi un secolo, rendendola una delle piante più perseguitate del pianeta.

Tutto perché questo unico composto interagisce con il corpo umano in modo tale da produrre una scia complessa di effetti – uno “sballo” diverso da qualsiasi altro.

Il suo nome è THC. Cos’è il THC e cosa significa THC?

Tetraidrocannabinolo.

Ancora più importante, cosa fa il THC al cervello e a tutto il corpo.

Il THC è uno dei 113 composti chimici presenti solo nel genere vegetale della nostra amica cannabis, che gli scienziati chiamano cannabinoidi. Il THC, tuttavia, è unico per un motivo di grande importanza: è il più potente composto psicoattivo.

Ma esattamente cos’è il THC e perché produce l’ampia gamma di effetti piacevoli (e talvolta non così piacevoli)?

Cosa fa il THC al cervello? In che modo influisce sul corpo? È sicuro, o pericoloso come l’eroina, come parrebbe essere secondo i punti di vista di diverse organizzazioni governative in diverse parti del mondo?!

Decenni di domande senza risposta, confusione e disinformazione hanno distorto la comprensione del pubblico della cannabis e del cannabinoide psicoattivo che l’ha resa la droga illecita più popolare al mondo.

Questa guida completa al THC mira a definire le cose in modo chiaro. Oltre alle informazioni essenziali sul THC, ci concentriamo sull’importanza del cannabinoide per gli utilizzatori che ne facciano una questione ricreativa e anche per i medici: analizziamo la ricerca attuale sul farmaco e condividiamo i nostri pensieri su ciò che il futuro riserva al tetraidrocannabinolo.

Il THC, o tetraidrocannabinolo, è la sostanza chimica responsabile della maggior parte degli effetti a sfondo psicologico della marijuana. Agisce in modo molto simile ai cannabinoidi prodotti naturalmente dall’organismo.

I recettori dei cannabinoidi sono concentrati in certe aree del cervello associate al pensiero, alla memoria, al piacere, alla coordinazione e alla percezione del tempo. Il THC si attacca a questi recettori e li attiva: influenza la memoria, il piacere, i movimenti, il pensiero, la concentrazione, la coordinazione e la percezione sensoriale e temporale di una persona.

Il THC è uno dei molti composti presenti nella resina secreta dalle “ghiandole” della pianta di marijuana, e la maggior parte di queste ghiandole si trova attorno agli organi riproduttivi della pianta che in qualsiasi altra area.

Altri composti unici per la marijuana, chiamati cannabinoidi, sono presenti in questa resina. Un cannabinoide, il CBD è non psicoattivo, secondo il Centro nazionale per le informazioni sulle biotecnologie, e in realtà non blocca la fattanza associata al THC ma la contrasta con sensazioni opposte.

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Ok, ma cosa sono i cannabinoidi?

Il primo passo per capire il THC è capire il funzionamento dei cannabinoidi.

I cannabinoidi sono composti chimici presenti nella pianta della cannabis che interagiscono con i recettori del cervello e del corpo per creare vari effetti. Esistono dozzine, potenzialmente più di 100, cannabinoidi nella pianta di cannabis, ma il THC è il più conosciuto tra questi a causa della sua abbondanza e degli effetti euforizzanti.

L’isolamento del THC è dovuto a un chimico israeliano di nome Raphael Mechoulam. Nel 1964, Mechoulam isolò e sintetizzò il THC dall’hashish libanese, segnando l’inizio della ricerca sulla cannabis che avrebbe portato alla scoperta di molti altri cannabinoidi, recettori dei cannabinoidi in tutto il corpo e “endocannabinoidi” – i composti simili al THC che il nostro corpo produce naturalmente per mantenere un buono stato di salute.

Perché la cannabis produce cannabinoidi

I cannabinoidi sono noti come metaboliti secondari, il che significa che sono sostanze chimiche prodotte dalla pianta che non hanno alcun ruolo primario nello sviluppo della pianta. Tuttavia, l’ipotesi principale è che i metaboliti secondari agiscano come un sistema immunitario per la pianta, respingendo “predatori” e parassiti.

Poiché gli umani (e molti altri animali) hanno sistemi recettoriali a cui il THC si lega, possiamo affermare che i benefici dei cannabinoidi sia per la salute che per il divertimento sono scientificamente provati e autentici.

Questo sistema, quello dei nostri recettori interni, chiamato sistema endocannabinoide (o ECS), è un gruppo di sostanze chimiche di segnalazione specializzate (si pensi alle “chiavi”), i loro recettori (si pensi ai “lucchetti”) e gli enzimi metabolici che li producono e li distruggono. Questi segnali chimici del sistema endocannabinoide agiscono su alcuni degli stessi recettori del cervello e delle cellule immunitarie (CB1 e CB2) che piantano cannabinoidi come il cannabidiolo (CBD) e il Δ9-tetraidrocannabinolo (THC).

THC: i fondamenti del Tetraidrocannabinolo

Iniziamo con le basi: cos’è il THC e cosa significa l’acronimo THC?

THC è l’acronimo per il nome completo ingombrante e pieno di sillabe del composto chimico dell’erba che ti fa sentire sballato, in pratica. Tale nome è Tetraidrocannabinolo. Il suo nome chimico è trans-delta 9-tetraidrocannabinolo, ma dubito vi sia qualcuno che davvero verrà a chiedervi il nome specifico del THC. In ogni caso, è sempre meglio rimanere informati.

All’inizio la parola è imponente, ma con un po’ di pratica scoprirai che pronunciarla non è così difficile, anzi sembra e sembrerà quasi un divertente scioglilingua per riuscire a designare quel composto chimico che noi fattoni tanto amiamo. Come quando a scuola ti dicevano di imparare che DNA sta per “acido desossiribonucleico”. La sua eleganza è nella lunghezza della parola. Te-tra-i-dro-can-na-bin-olo. Visto? Facile facile. Hai pure il tempo di rollarti una canna mentre lo dici.

Come funziona il THC

Il THC è uno dei tanti composti della marijuana noti come cannabinoidi. Quando il THC viene ingerito, attiva vie conosciute come recettori cannabinoidi.

Quando il THC si attacca a un recettore, altera, in sostanza, quello che è il funzionamento del cervello. Questi cambiamenti possono essere vantaggiosi o dannosi, a seconda di come viene utilizzato il THC e di quali siano le dosi impiegate e lo stato d’animo del consumatore.

I recettori dei cannabinoidi sono anche uno dei più abbondanti tipi di recettori nel cervello. Questo spiega perché il THC ha effetti così diversi sulla mente e sul corpo.

I recettori dei cannabinoidi di tipo 1 (CB1) si trovano principalmente nel cervello. Quando il THC si lega a un recettore CB1, modifica temporaneamente il funzionamento di una cellula cerebrale. Questi cambiamenti creano la sensazione di essere sballati e sentirsi sostanzialmente fatti.

Il THC causa anche cambiamenti significativi nel corpo. I recettori cannabinoidi nel corpo sono noti come recettori cannabinoidi di tipo 2 (CB2). I recettori CB2 si trovano su tutti i tipi di cellule, inclusi i tessuti gastrointestinali, cardiovascolari, il fegato, i reni, le ossa, la pelle, i polmoni e le cellule immunitarie.

Il THC stimola le cellule del cervello a rilasciare dopamina, creando una sensazione generale di euforia o più generalmente serenità. Interferisce anche sul modo in cui le informazioni vengono elaborate nell’ippocampo, che è la parte del cervello responsabile della formazione di nuovi ricordi.

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Il delta-9 Tetraidrocannabinolo è psicoattivo

Per molte persone, la psicoattività è fantastica. Cosa significa? Che adorano la sensazione di “sballo” provocata dal THC. La parola “psicoattività” si riferisce al modo in cui il THC stimola specifiche “risposte psicologiche” nella nostra persona, ma non sempre queste ultime vengono associate all’euforia. In breve, il THC è psicoattivo perché colpisce la mente.

Tetraidrocannabinolo? Sistema endocannabinoide? Comprendere la biochimica della cannabis richiede sicuramente un nuovo vocabolario al quale dobbiamo fare riferimento. Ma informarsi è la chiave per capire cos’è il THC e come ci influenza, fisicamente e psicologicamente.

In effetti, l‘immagine della chiave è una buona metafora esplicativa di ciò che è il sistema endocannabinoide (ECS). L’ECS è come un vasto sistema di serrature, o ricettori chimici e le chiavi sono le sostanze chimiche che si legano a loro. Alcuni tasti funzionano solo su una sollecitazione specifica. Altri tasti si adattano a più blocchi. Il corpo umano si è evoluto per produrre le proprie “chiavi”, o “cannabinoidi endogeni”, per quelle serrature.

Se sei un veterano dell’erba, sai già tutto di questo. Quel senso di fattanza che brami è causato. ad esempio, da un legame dato dall’anandamide (la chiave) con i recettori dei cannabinoidi (le serrature) nel tuo sistema nervoso. L’anandamide è l’equivalente endogeno del THC.

Sorprendentemente, i cannabinoidi prodotti dalla pianta di cannabis si legano a quegli stessi recettori. Sono le chiavi che madre natura ci dà e che si adattano alle serrature nel nostro sistema ECS. Ciò non significa tuttavia che gli esseri umani si siano evoluti per la cannabis. Piuttosto, gli umani ne hanno approfittato per godimento personale e salute. E lo stiamo facendo da millenni.

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Come fa il THC a renderti fatto?

I recettori CB1 in tutto il cervello e il sistema nervoso modulano il movimento, la memoria, la cognizione, le percezioni sensoriali e persino la percezione del tempo. A questo proposito il tetraidrocannabinolo “attiva” le funzioni tipicamente regolate dall’ECS, come l’umore, l’appetito, la cognizione e la percezione.

In definitiva, è la somma totale di tutti questi cambiamenti che crea la sensazione generale che amiamo definire “essere fatti”. Ci sono così tanti fattori in gioco! I cambiamenti che possono giovare a qualcuno potrebbero far sentire a disagio qualcun altro.

Dopodichè, ci sono gli effetti più misteriosi del delta-9-THC sul cervello. Ricordi l’anandamide, la versione del THC del nostro corpo? I ricercatori ritengono che l’anandamide possa avere qualcosa a che fare con la capacità del nostro cervello di dimenticare.

A prima vista, questo fatto sembra confermare la preoccupazione spesso citata che l’uso di cannabis riduca le capacità di memoria a breve termine. Tuttavia, il potere di dimenticare può essere incredibilmente benefico per coloro che soffrono di ricordi traumatici, come le persone con PTSD. Di qui le promettenti scoperte per cui il tetraidrocannabinolo può trattare una serie di disturbi psicologici legati a diversi tipi di trauma.

Cosa fa il Tetraidrocannabinolo al corpo?

Il THC non si lega solo ai recettori del cervello, la loro rete si estende in tutto il corpo. La maggior parte delle sensazioni corporee che avverti quando consumi la cannabis è in realtà il risultato di cambiamenti nel tuo cervello. Ma i cannabinoidi possono anche agire sui recettori ECS in tutto il corpo, creando una serie di effetti benefici ulteriori.

È importante sottolineare che esistono dei recettori nel sistema immunitario, motivo per cui il THC può agire come un potente antinfiammatorio, ma può anche ridurre l’efficacia del sistema immunitario stesso a seconda dell’impiego che ne venga fatto.

Nel tratto digestivo, il THC può stimolare il rilascio della grelina, ossia “ormone della fame” e aiutare ad alleviare la nausea.

Ci sono anche i recettori CB2 nella nostra pelle. Creme topiche a base di cannabis stanno rapidamente diventando popolari come antidolorifici e prodotti per la cura della pelle. La capacità di assorbire il THC nella pelle fa sì che le persone possano usare il cannabinoide per ottenere benefici terapeutici senza gli effetti psicotropi dell’erba derivanti dalla tipica assunzione orale.

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Effetti collaterali?

Il THC può indurre allucinazioni, cambiare il pensiero e causare paranoia. In media, gli effetti durano circa due ore e danno il massimo effetto in 10-30 minuti dopo l’ingestione, se appunto assunto tramite. Il cibo. L’alterazione psicomotoria può continuare anche dopo che la sessione di fumo sia finita, però, lasciandoci in uno stato di letargia.

In alcuni casi, gli effetti riportati dal THC includono appunto letargia, ansia, tachicardia, problemi di richiamo della memoria a breve termine, sedazione, rilassamento estremo ma anche sollievo dal dolore e molto altro. Tuttavia uno studio del British Journal of Pharmacology ha rilevato che altri tipi di cannabinoidi, nonché terpeni (composti che producono sapore e fragranza nelle piante), possono modulare e ridurre gli effetti negativi della cannabis, lasciando solo il buono dell’erba.

Gli effetti della marijuana la rendono naturalmente una droga popolare. In realtà, è considerato uno dei “farmaci illeciti” più comunemente usati al mondo. Il THC può innescare una ricaduta negli individui schizofrenici, ad esempio.

Un altro possibile rischio nel consumare THC si presenta sotto forma di capacità motorie compromesse. La marijuana può compromettere la guida o attività simili per circa tre ore dopo il consumo ed è la seconda sostanza psicoattiva più comune trovata nei conducenti, dopo l’alcol. Le persone che assumono marijuana medica sono istruite a non guidare fino a quando non sia stato stabilito che possono sopportare la situazione di guida di un’auto dopo aver utilizzato la Cannabis.

L’uso della marijuana può causare problemi ai giovani e problemi a lungo termine, se non utilizzata con moderazione. “Alcuni degli effetti collaterali del THC includono una diminuzione del QI, della memoria e della cognizione, specialmente nelle persone più giovani. Tuttavia, l’ampia giuria di utilizzatori e studiosi di tutto il mondo è ancora fuori dagli effetti a lungo termine misurabili, dal momento che non sono state ancora effettuate ricerche sufficienti su di essi. C’è qualche ipotesi che potrebbe compromettere la fertilità negli uomini e nelle donne e anche compromettere le vie respiratorie di una persona, ma gli studi sono ancora non chiari.

Uno studio dell’Università di Montreal pubblicato sulla rivista Development and Psychopathology nel 2016 ha scoperto che l’uso precoce della marijuana può colpire gli adolescenti. I fumatori che iniziano intorno all’età di 14 anni peggiorano su alcuni test cognitivi rispetto ai non fumatori. Lo studio condotto su circa 300 studenti ha rilevato che i fumatori hanno anche un tasso di abbandono scolastico più alto. Quelli che hanno aspettato di iniziare intorno ai 17 anni non sembrano avere le stesse menomazioni.

Il composto può anche avere interazioni farmacologiche con alcuni farmaci.

Tuttavia, questa lunga schiera di problematiche insorgenti dopo un utilizzo eccessivo di THC e dunque Cannabis, è relativa solo all’impiego smodato di queste sostanze. Parliamo di diverse canne al giorno per lunghissimi periodi di tempo, non di certo all’uso occasionale con amici.

Ma adesso passiamo agli effetti collaterali più comuni del THC.

Bocca secca e asciutta

Meglio conosciuta come la temuta “bocca impastata con alito di cimitero” , la cannabis ad alto contenuto di THC può anche rendere la tua bocca più secca delle mummie egiziane. Che ci crediate o no, ci sono i recettori cannabinoidi nelle nostre ghiandole salivari. Quelli di cui abbiamo parlato prima, sì. Il THC rispecchia una sostanza chimica naturale chiamata anandamide, che si lega a questi recettori per ridurre la produzione di saliva. Il THC, con la sua alta affinità verso questi recettori, esagera questo effetto con nostro grande sgomento (più o meno… non proprio sgomento… non fingiamo che non ci piaccia, dai!).

donna ansia

Ansia e paranoia

Uno dei peggiori effetti collaterali del THC è l’ansia o la paranoia. Sebbene piccole quantità di THC possano indurre solo paranoia lieve o ansia sociale, la cannabis utilizzata nell’alimentazione e grandi dosi di THC in generale possono causare effetti collaterali apparentemente esagerati (basta chiedere al tipo che conoscete che ha mangiato una space cake e ha chiamato il 118 perché pensava di stare morendo. A chi non è successo, su!).

Il THC è altrimenti noto per alleviare l’ansia a piccole dosi e aumentarla in caso contrario, paradossale; questo è dovuto ai suoi effetti bifasici, il che significa che può avere due effetti opposti in dosi elevate, uno di questi comporta però la paranoia e gli attacchi di panico. Inoltre, alcune persone sono geneticamente predisposte a provare ansia con la cannabis come risultato della chimica instaurata nel cervello nel processo di crescita.

Fame chimica

Sicuramente avrai sentito parlare di fame chimica. A meno che tu non abbia un appetito ridotto e in quel caso ne avresti bisogno, potresti considerare gli spuntini come un fastidio e un effetto collaterale del THC.

Poiché stimola le aree del cervello associate all’appetito, il THC può scatenare una fame feroce che può o meno motivare a ordinare tutto ciò che può offrirci il McDonald’s o il kebabbaro sotto casa.

Puoi anche tamponare questo effetto collaterale con ceppi ad alto contenuto di CBD o alto THCV. Così svuoti solo la dispensa, e non il supermercato.

Letargia a palate

Ancora una volta, questo “effetto collaterale” è visto da alcuni come un beneficio terapeutico in quanto il THC combatte l’insonnia e promuove il riposo. Tuttavia, se stai cercando di rimanere attivo mentre usi la cannabis, ricorda che alcuni ceppi possono indurre a sonnellini, letargia o un sonno notturno intenso e prolungato.

I ceppi di Indica sono stati a lungo associati ad effetti sedativi, quindi raccomandiamo ceppi di Sativa o a basso contenuto di CBD per uso diurno. Puoi anche prendere in considerazione la possibilità di provare un caffè o un tè infuso di cannabis o abbinarli per aiutare a risollevare il letargo.

Disturbi della memoria

Anche se il disturbo della memoria tende ad essere un problema minore per chi è abituato all’uso della cannabis in modo regolare rispetto ai nuovi consumatori, può essere una seccante afflizione per molti di noi quella di avere difficoltà nella memoria a breve termine. Fortunatamente, il deterioramento della memoria associato alla cannabis sembra essere temporaneo, ma anche gli effetti a breve termine possono intralciare un pomeriggio produttivo di studio o lavoro (lasciamola al weekend quindi, magari… o alla sera, per conciliare il sonno).

Ancora una volta, i ceppi ad alto contenuto di CBD sono una meravigliosa alternativa per chi cerca di mantenere intatta la memoria e la cognizione. Supplementi come gingko biloba e vitamine del gruppo B possono essere utili nel contrastare questi effetti collaterali, ma la soluzione migliore per mantenere la cognizione è il dosaggio basso e lento.

Potrebbero verificarsi numerosi altri effetti collaterali con cannabis come mal di testa, vertigini e difficoltà respiratorie, sebbene questi siano meno comuni.

È sempre una buona idea comunicare il consumo di cannabis al proprio medico poiché l’erba interagisce con un altro farmaco che stai assumendo. Poiché i suoi effetti collaterali tendono ad essere lievi, molti pazienti la preferiscono ad altri farmaci, e familiarizzare con tutti i molteplici rischi è il modo migliore per garantire una buona esperienza per te e per i tuoi cari con cui ti diverti.

Occhi rossi ed asciutti

Non solo il THC fa seccare la bocca, ma può anche causare secchezza agli occhi, rendendoli arrossati. È più o meno quello che ti farà guardare male da tua nonna ed è ciò che ha reso il collirio un compagno naturale per i consumatori di cannabis assidui. Ma a cosa è dovuto tutto ciò?

Ad esempio, questo è un collirio che potresti acquistare per ovviare al problema. È un prodotto sicuro, non ha bisogno di ricetta medica e il prezzo è contenuto. La qualità del prodotto è indubbia perché ISOMAR è un marchio ampiamente noto. Provatelo.

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Dunque, il fenomeno degli occhi rossi può essere, in parte, dovuto al fatto che il fumo può irritare gli occhi, ma altri metodi di consumo possono anche causare secchezza e occhi rossi. Il THC è noto per abbassare la pressione sanguigna e dilatare i vasi sanguigni negli occhi, portando al famoso rossore. Anche se meno probabile, un’allergia alla cannabis può anche causare occhi rossi.

Per contrastare questi effetti collaterali, bevete litri d’acqua e rimanete idratati. Le gocce per gli occhi possono essere utili se i tuoi occhi sono irritati, ma evita di fare affidamento su questo rimedio ogni volta, poiché alcune marche di collirio possono effettivamente causare “secchezza di riflesso” se usate continuamente, in una sorta di meccanismo di compensazione.

Effetti benefici del THC

Eheh, non siamo qui solo per screditare il THC (anzi), altrimenti questo sito non esisterebbe affatto, no? Vediamo adesso quali sono i benefici per la salute dati dal nostro caro vecchio THC.

Abbiamo veramente bisogno del THC, il componente più riconosciuto della cannabis?

Dunque, è il composto che produce il “senso di fattanza” nella cannabis, e fin qui ci siamo. Ha indotto a parlare di sé molto più della sua giusta dose di critiche e molti credono che il composto non abbia alcun valore medicinale.

Eppure, la scienza ha dimostrato che tutto ciò non è vero, ma nemmeno un po’!. Ormai si sta affermando sempre di più l’uso della cannabis medicinale in tutto il mondo e per molti Paesi questo è stato un passo in più verso la legalizzazione della marijuana.

In collaborazione con altri cannabinoidi, la molecola è stata utile per aiutare le persone ad affrontare disturbi mentali e fisici.

Per non parlare di molte persone che ricercano prodotti ricchi di THC – se assunti con il giusto dosaggio – poiché noto per essere un integratore efficace per la loro salute quotidiana.

 Il THC fornisce sollievo dal dolore

Il THC è un composto naturale e infinitamente più sicuro degli antidolorifici da prescrizione.
Il sollievo dal dolore è uno dei maggiori benefici medici di THC, e vedremo il perché.

Oltre 1,5 miliardi di persone in tutto il mondo vivono con condizioni di dolore cronico di diversa entità. Molti di questi individui soffrono di dolore neuropatico o comunque collegato al sistema nervoso.

Gli studi dimostrano che questo composto della cannabis attiva percorsi nel sistema nervoso centrale che bloccano i segnali di dolore dall’essere inviati al cervello.

In uno studio gli individui con dolore cronico hanno ricevuto basse dosi di THC (1,29%) sotto forma di cannabis vaporizzata. I risultati?

Una bassa dose di delta9tetraidrocannabinolo ha determinato riduzioni statisticamente significative del 30% nell’intensità del dolore rispetto al placebo che veniva somministrato durante gli esperimenti.

Mentre la ricerca clinica continua a essere limitata a causa dello stato di rancore generale che le autorità provano nei confronti della cannabis, è chiaro che esista una correlazione positiva tra THC e sollievo dal dolore.

Guarisce la nausea e il vomito

Lo sapevate che una pillola di THC (denominata Marinol) approvata dalla FDA per il trattamento della nausea e del vomito in pazienti oncologici è in circolazione dagli anni ’80?

In effetti, il Marinol è stato commercializzato come alternativa farmaceutica alla cannabis.

Tuttavia, mentre Marinol contiene delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), il composto è sia sintetico che isolato naturalmente.

Il Marinol non include componenti benefici come altri cannabinoidi, terpeni e flavonoidi, i quali funzionano meglio insieme piuttosto che separatamente.

È interessante notare che uno studio nel 1995 ha rivelato che le dosi orali di THC-8, un cannabinoide come il normale THC ma con minori effetti psicotropici, è stato utilizzato come trattamento efficace per i bambini affetti da nausea indotta dalla chemioterapia.

L’unico effetto collaterale trovato era la leggera irritabilità.

Considerando che altri farmaci per la nausea come lo Zofran (ondansetron) possono portare a effetti collaterali come: diarrea, mal di testa, sonnolenza, visione offuscata, spasmi muscolari, eruzioni cutanee, febbre e costipazione solo per citarne alcuni – le terapie basate sul THC sono un’opzione molto più sicura.

Protegge le cellule cerebrali

Uno dei più grandi miti della cannabis è che uccide le cellule cerebrali. La scienza mostra l’esatto contrario se paragonato ad alcuni dei farmaci tradizionali più commercializzati.

Mentre la maggior parte dei farmaci sono neurotossici, il THC è considerato un neuroprotettore. Il che significa che in realtà protegge le cellule cerebrali dai danni.

Ecco un esempio strabiliante: uno studio del 2014 ha rilevato che le persone con THC introdotto nei loro sistemi attraverso diversi metodi avevano l’80% in meno di probabilità di morire per malattie neurodegenerative rispetto a quelle che non ne presentavano.

Straordinario, vero?

Aiuta a dormire conciliando il sonno

Hai problemi a dormire? La ricerca dimostra che anche i benefici per la salute del THC fanno parte anche della cura per l’insonnia.

Le prove negli anni ’70 hanno scoperto che assumere dosi orali dei cannabinoidi aiutavano gli insonni a addormentarsi più velocemente.

E non è tutto.

Ricerche recenti suggeriscono che potrebbe anche migliorare la respirazione riducendo al contempo le interruzioni del sonno.

Ottime notizie per chi soffre di condizioni come l’apnea notturna!

Aiuta a trattare il PTSD (disturbo post traumatico da stress)

Si stima che siano davvero milioni e milioni le persone che attualmente soffrano di PTSD che in inglese è la sigla di Post Traumatic Stress Disorder.

La PTSD può includere sintomi come agitazione, ansia grave, depressione, insonnia, incubi e isolamento sociale – quindi sì, può essere una condizione paralizzante.

Tuttavia, il THC ha dimostrato di essere un’opzione di trattamento altamente efficace per il PTSD.

Alcuni psichiatri dicono addirittura che la cannabis ricca di THC sia l’unico trattamento per il DPTS (altra sigla valida).

Infatti, gli studi hanno confermato che il THC allevia una serie di sintomi correlati al DPTS, tra cui agitazione, depressione, insonnia, flashback e incubi.

Ciò significa che per coloro che soffrono di PTSD possono finalmente ottenere il sonno tranquillo di cui hanno bisogno per guarire e riacquistare l’equilibrio nelle loro vite.

Tutto ciò di cui hanno bisogno è un accesso sicuro alla cannabis e indicazioni su come implementarla al meglio nelle loro vite.

Promuove la crescita del cervello

Che ci crediate o no, i benefici medici del THC per il cervello potrebbero essere persino più grandi di quanto pensiamo. Non solo protegge le cellule cerebrali psicoattive, ma stimola anche la crescita del cervello e lo sviluppo delle cellule neuronali (non proprio delle singole cellule ma delle sinapsi).

Come funziona?

Il THC attiva il “recettore CB1” nel nostro cervello. Questa stimolazione promuove un processo noto come potenziamento a lungo termine che migliora la capacità del cervello di apprendere.

Gli scienziati hanno anche scoperto che, come il CBD, il THC fa crescere le cellule cerebrali nell’ippocampo.

Alcune ricerche suggeriscono addirittura che il THC possa proteggere i ricordi spaziali.

Questo è il motivo per cui piccole dosi di cannabis possono trattare o addirittura rallentare malattie come l’Alzheimer. Il THC può anche aiutare a proteggere contro l’Alzheimer anche in altri modi.

Se ciò non bastasse, abbiamo anche uno studio che mostra che le persone con THC nei loro sistemi hanno l’80% in più di probabilità di sopravvivere ad un trauma cranico! Anche se effettivamente questa percentuale ci sembra un po’ fuorviante e il discorso andrebbe approfondito.

Il THC aumenta l’appetito

La cannabis può anche aiutarti a digerire i tuoi pasti attraverso una maggiore motilità gastrointestinale.

Condizioni come l’HIV, i disturbi alimentari, l’epatite e la demenza possono portare ad una perdita di appetito.

Nel corso del tempo, ciò può comportare gravi malnutrizione o addirittura la morte.

Il THC è noto per l’aumento dell’appetito.

I ricercatori hanno scoperto che il THC interagisce con lo stesso tipo di recettori dell’ipotalamo che rilascia l’ormone grelina, che stimola la fame. In effetti, il THC può persino migliorare il gusto del cibo.

Con il giusto approccio, gli effetti che inducono la fame nel THC possono migliorare notevolmente la qualità della vita di chi ne fa uso. E in alcuni casi, persino salvare vite.

È interessante notare che alcune cultivar di cannabis possono anche sopprimere l’appetito, che può essere un altro vantaggio per molte persone.

Migliora i sensi, aiuta a pensare

Non si può considerare questo tra gli altri benefici per la salute del THC, ma comunque è una situazione positiva, quindi vediamo…

Molte persone si sono allontanate dal THC a causa dei suoi effetti psicoattivi.

In effetti, molti proibizionisti sostengono che questo è ciò che rende la cannabis così “pericolosa” in primo luogo.

Tuttavia, le persone hanno goduto le componenti psicoattive della pianta di cannabis per migliaia di anni.

Le culture di tutto il mondo hanno incorporato la pianta in cerimonie e rituali spirituali proprio per questo scopo.

Anche se gli effetti psicoattivi di THC potrebbero non essere d’accordo con tutti, ciò non significa che dovremmo tutti stare alla larga.

Soprattutto dato che è impossibile sovradosare fatalmente su THC.

La cannabis viene utilizzata con intenzione ei giusti livelli di dosaggio forniscono innumerevoli benefici.

Dalle rivelazioni che cambiano la vita, alla creatività potenziata, alle intuizioni personali più profonde.

Per molte persone, gli effetti ausiliari del THC forniscono un reale beneficio e sollievo psicologico.

È un broncodilatatore

La salute polmonare non è spesso la prima cosa che si pensa quando si considerano i benefici per la salute del THC.

Eppure, che ci crediate o no, il composto può aiutare ad aprire le vie respiratorie nei polmoni.

Un broncodilatatore noto, gli studi condotti nel 1975 hanno fornito la prima prova della capacità del cannabinoide di ridurre gli attacchi di asma.

È interessante notare che lo studio ha rilevato che anche la cannabis ha alleviato i sintomi di asma dei brevetti. Però, uno studio di questo tipo non sarebbe certamente molto pensato oggi.

Tuttavia, alcune aziende biofarmaceutiche in erba stanno sperimentando farmaci a base di cannabis per condizioni gravi come l’asma e la BPCO.

Altri stanno studiando tecnologie inalatorie che consentirebbero ai consumatori di inalare dosi misurate di composti di cannabis senza fumo (in questi casi, anche un vaporizzatore può fare la sua parte).

Tuttavia, la molecolapsicoattiva potrebbe non essere l’unico composto di cannabis che può aiutare i polmoni.

Un particolare terpene, il pinene, può potenziare l’effetto broncodilatatore del THC.

Come suggerisce il nome, il pinene è una molecola aromatica che fornisce un forte profumo di pino ad alcune varietà di cannabis.

I ceppi di cannabis che presentano alti livelli di pinene possono fornire effetti broncodilatatori potenziati.

Potrebbe essere un potenziale agente antitumorale

Sebbene la cannabis non sembri un toccasana per i malati, è un punto di svolta per i malati di cancro.

La cannabis sta facendo passi da gigante nel campo della ricerca sul cancro.

Le prime ricerche in laboratorio e in modelli animali hanno scoperto che lerba uccide le cellule tumorali in diversi modi.

Mentre i cannabinoidi multipli mostrano un potenziale anticancro, il THC è uno dei principali protagonisti di questo gioco.

Il dottor Gregory Smith, un medico formatosi ad Harvard, ha discusso questa teoria fornendo prove emergenti che suggeriscono che i composti psicoattivi e altri composti della cannabis hanno un forte potenziale anticancro.

Nello specifico, il dottor Smith ha detto che ci sono tre modi distinti in cui la cannabis influisce sul cancro.

Il primo è attraverso un processo chiamato apoptosi, che è una funzione immunitaria che fa sì che le cellule si autodistruggano quando sono danneggiate o malate.

“La cannabis fa quell’apoptosi, quella parola orribile, che dice alla cellula tumorale di uccidersi. È letteralmente una chiave che gira un lucchetto e dice alla cellula di uccidersi “, ha sostenuto il dottor Smith.

Ma non è tutto.

Nei modelli di laboratorio, il cannabinoide può bloccare un tumore dalla formazione di vasi sanguigni.

Questo essenzialmente affama le cellule tumorali tagliando il loro cibo e la fornitura di ossigeno.

Inoltre, i composti di cannabis sembrano fermare le cellule tumorali dalla metastasi.

Come ha spiegato il dottor Smith, “impedisce alle cellule tumorali di lasciare la colonia di altre cellule tumorali e di andare a formare la propria nuova area metastatica nel corpo”.

“Tutte e tre queste cose sono ben note”, continua Smith, “ed è soprattutto il THC ad avere effetti antitumorali”.

Rilassante muscolare

Hai mai provato qualche tipo di cannabis che ti ha fatto sentire sonnolento o pesante, tanto da non riuscire a farti percorrere la strada dal divano al gabinetto?

Il THC e alcuni terpeni complementari in alcuni ceppi di cannabis potrebbero essere i colpevoli di questa situazione.

È noto che i cannabinoidi possono avere proprietà miorilassanti.

Questa qualità è forse in parte il motivo per cui il composto è così vantaggioso per i pazienti con condizioni come la sclerosi multipla, che spesso soffrono di spasticità muscolare, dolore e crampi.

In effetti, una medicina a base di cannabis per questi sintomi esatti è già presente sul mercato in oltre 30 paesi.

Mentre si pensa che il THC abbia proprietà miorilassanti da solo, la capacità della molecola di attenuare i crampi e la tensione può essere migliorata da alcuni composti aromatici presenti nella pianta.

Alcuni esperti suggeriscono che il mircene, una molecola aromatica terpenica con una fragranza muschiata, possa anche contribuire alla sensazione di pesantezza corporea che a volte segue una notte di consumo di cannabis.

Il THC è un anticonvulsivo

Nel mondo dell’epilessia, il CBD spesso ha tutto il merito.

Il cannabidiolo (CBD) è un parente non tossico del THC e il cannabinoide ha ridotto con successo l’attività convulsiva negli studi clinici.

Molti non si rendono conto, tuttavia, che il THC ha anche proprietà anticonvulsive.

La ricerca sulle proprietà anticonvulsive del THC è stata più o meno interrotta a causa dell’interesse per la CBD.

Tuttavia, le prime ricerche sul cannabinoide raccontano una storia diversa.

Gli studi condotti negli anni ’70 hanno scoperto che il composto psicoattivo ha ridotto con successo le convulsioni in modelli animali, compresi i babbuini.

Un piccolo studio condotto negli anni ’40 ha scoperto che il trattamento con THC ha ridotto con successo le convulsioni in due dei cinque bambini epilettici che non rispondevano al trattamento convenzionale.

In questa prima ricerca, il THC era efficace al 100% delle volte?

No.

Tuttavia, questa prima ricerca suggerisce che il cannabinoide merita sicuramente di essere approfondito.

Il THC è antibatterico

Sapevi che un motivo per cui le piante di cannabis producono THC è quello di proteggersi dagli agenti patogeni?

A quanto pare, il cannabinoide potrebbe fare lo stesso per gli uomini e gli animali.

In uno studio sui roditori è emerso che il trattamento dei topi con THC dietetico ha effettivamente modificato i loro microbi intestinali nel tempo.

In questo caso particolare, i cannabinoidi hanno cambiato i microbi intestinali dei topi obesi in una comunità microbica più simile a quella dei topi magri.

Ma non è tutto.

Nel 2008, i ricercatori hanno scoperto che il trattamento di un patogeno antibiotico-resistente con la nostra amata molecola psicoattiva ha ucciso con successo i batteri quando altri farmaci non potevano.

Il batterio in questione era Staphylococcus Aureus resistente alla meticillina (MRSA), che causa gravi ferite profonde quando non viene trattato (ed acne, in alcuni casi).

Secondo i centri statunitensi per il controllo delle malattie, le infezioni resistenti agli antibiotici contribuiscono a “due milioni di malattie e 23.000 morti” ogni anno.

Il componente principale di questa erba aiuterà? Vale sicuramente la pena di investigare.

Antiossidante

C’è una ragione per cui la cannabis è stata pubblicizzata come uno strumento anti-invecchiamento e anti-stress.

Il THC e altri cannabinoidi sono potenti antiossidanti.

Tutto ciò non è sorprendente, considerando che oltre a proteggere le piante di cannabis dai patogeni, l’erba aumenta la sua produzione di THC in risposta alla luce UVB.

La luce UVB è il tipo di luce che provoca stress ossidativo negli esseri umani, contribuendo all’invecchiamento visibile e ad altre malattie della pelle.

Lo stress ossidativo può causare danni a livello cellulare e del DNA.

Questo danno rende i consumatori più inclini a malattie gravi come il cancro e le malattie neurodegenerative.

Come potente antiossidante, uno dei molti benefici per la salute del THC è proteggere il corpo dai danni legati allo stress.

A quanto pare è anche antinfiammatorio

L’approccio anti-infiammatorio della cannabis è un’opzione migliore? Le prove finora dicono di sì.

L’infiammazione è un argomento caldo nel mondo della sanità in questi giorni.

Perché?

L’infiammazione cronica è considerata un importante fattore di rischio per tutti i diversi tipi di malattie.

Artrite? L’infiammazione contribuisce al dolore, rigidità e cattiva salute nel tempo.

Molti individui curiosi di cannabis scelgono il CBD per controllare l’infiammazione. Tuttavia, anche THC ha un ruolo da svolgere.

La ricerca suggerisce che, in alcuni casi, il composto di cannabis può ridurre la produzione di composti di citochine e chemochine nel corpo.

Le citochine e le chemochine sono composti immunitari che scatenano l’infiammazione.

Ulteriori ricerche precliniche suggeriscono che potrebbe essere in grado di ridurre l’infiammazione sopprimendo i geni correlati alla risposta infiammatoria.

Questi risultati possono spiegare perché così tanti consumatori trovano sollievo attraverso i molti benefici per la salute del THC.

Anche il metodo di consumazione fa il suo effetto

Quanto è potente la tua erba in base al THC?

Non ci sono due ceppi uguali. La forza e la durata della tua canna in base al THC dipenderà dal particolare ceppo di marijuana e dalla tua scelta di assimilazione di quest’ultima. Le varietà di erba con un livello di THC superiore al 20% sono considerate particolarmente potenti, un po’ come se ti arrivasse una sediata dritta sulla nuca. Ma proprio come non ci sono due ceppi d’erba uguali tra di loro, neanche due raccolti sono uguali. Il raccolto di, ad esempio, una Blue Dream di un contadino può avere livelli di THC più alti o più bassi rispetto a quelli di un altro, a causa di varianti diverse tra loro come le condizioni di crescita, gli effetti ambientali o fenotipi genetici. È una sorpresa in ogni raccolta, già.

In più come dicevamo, il modo in cui scegli di consumare la tua cannabis influirà anche sulla forza con cui il THC ti colpisce. Nella sua forma vegetale grezza, il THC non si adatta alla forma dei neurotrasmettitori umani. Deve essere riscaldato fumando, svapando o cuocendo per rimuovere un ulteriore gruppo di carbonio che impedisce il legame. Sfortunatamente, mangiucchiare marijuana cruda come se fosse un chewing-gum, per internderci, non ti farà sballare. Farai meglio a prendere il tuo THC attraverso uno di questi tre popolari metodi di consumo.

Fumo

Ci sono molti modi per inalare il dolce aroma della cannabis appena bruciata: comunemente con le canne, con i bong, con i narghilè, pipe a mano eccetera. Il fumo è probabilmente la forma più popolare di consumo di erba, ed è il modo più veloce per ottenere un effetto immediato col THC. Quando fumate, fino al 50-60% della concentrazione di THC presente nell’erba può entrare nel plasma sanguigno e raggiungere il cervello in un paio di secondi. La fattanza ti colpirà nel giro di qualche istante e ti sentirai estremamente fatto.

Vaporizzazione

Lo svapare sta rapidamente diventando una tendenza nelle comunità della cannabis che tiene particolarmente alla propria salute. Questo dispositivo riscalda i cannabinoidi ad una temperatura sufficientemente elevata da liberare le proprietà psicoattive del THC, ma abbastanza bassa da non liberare le tossine dannose che accompagnano la combustione e tenere quindi al sicuro i tuoi polmoni. Usando questo metodo, fino al 95% dei cannabinoidi viene ingerito rispetto al 12% solo quando si fuma una comune canna. L’olio di hashish appositamente pensato per il vaping può anche essere un rimedio per il mal di testa in quanto contiene l’80% di THC. Questo metodo è raccomandato più per gli utenti che fanno uso cronico di THC piuttosto che per i novellini.

Mangiare

La cannabis alimentare è sempre più presa in considerazione da diversi consumatori di marijuana, sia perché magari si vuole smettere di fumare (o non si vuole incominciare per nulla) e sia perché diciamocelo, i dolci ed i piatti a base di cannabis sono buonissimi! Anche qui, però, dobbiamo ricordare una cosa in particolare: la cannabis deve essere cotta e deve legarsi a dei lipidi, altrimenti sarà inutile assumerla in forma edibile perché non avrà alcun effetto sul nostro corpo.

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Ok, non sono quello in foto ma arrivato a 70 anni vorrei essere più o meno così. Cappellino in testa, Joint tra le mani, Sativa e Indica nel cuore. Di che parlo su questo mio giornale online? Dei giovani, delle loro abitudini, di quali siano i loro argomenti quotidiani e topic rilevanti, cosa gli occorra davvero e come fare per ottenerlo. Provo ad aiutare i miei coetanei a reperire informazioni e a farlo nel modo giusto, dicendo cosa vogliano sentirsi dire, dando loro le risposte che cercano e farlo nel modo più sincero possibile. Perché il nome Cannatris? Ho creato un'apposita sezione sulla Marijuana, ho pensato che con un joint tra le mani "non c'è due senza tre" e che tutti i giovani, ma proprio tutti, hanno una piccola passione per la Ganja!