Riconoscere della marijuana contaminata: ecco come fare

253
erba contaminata

Se ci trovassimo in un Paese dove la legalizzazione della Cannabis fosse estesa anche all’utilizzo del THC, avremmo certamente la sicurezza del fatto che ci troveremmo di fronte a prodotti di buona qualità proprio perché legalizzati e controllati dalle industrie. Ma, non essendo così, ci si deve rivolgere spesso alla criminalità organizzata proprio a causa del proibizionismo che ci troviamo a fronteggiare e questo, naturalmente, si traduce nel dover acquistare erba da fonti che è difficile che tengano così tanto alla preservazione della qualità della cannabis che comprano.

Infatti, uno dei problemi più grandi per tutti coloro che si affidano ai mercati illegali, oltre al pericolo di incorrere nella polizia e dover poi affrontare tutta la doverosa trafila di questioni giuridiche, è proprio quella ella qualità del prodotto. Qui, infatti, ed anche in tutti gli altri Paesi dove la marijuana non è stata liberalizzata possiamo così trovarci di fronte a della marijuana contaminata.

Quali sono le sostanze che contaminano la marijuana?

In realtà sono diverse le sostanze dalle quali la marijuana può essere contaminata. Spesso ci si riferisce a questo tipo di marijuana come sabbiosa e ciò avviene perché, appunto, viene tagliata con altre sostanze estranee che non sono proprio salutari per il nostro corpo, anzi.

La cannabis contaminata infatti può venire tagliata con vetro, silice, sabbia o anche zucchero. Ma perché ciò accade?

Sostanzialmente, si fa tutto per una questione di peso. Per imbrogliare il compratore, si aumenta il peso delle ceppe d’erba tagliandole con queste sostanze che talvolta le fanno anche apparire più ricche di tricomi… ma non si tratta di loro, bensì di altri tipi di cristalli.

Nei casi peggiori – come se questi non lo fossero – gli spacciatori talvolta tagliano la marijuana anche con altre sostanze come detersivi in polvere, sempre con lo scopo di ingannare gli acquirenti e spesso spacciando questa marijuana contaminata come una specie particolare e particolarmente pregiata. Non solo, qualcun altro addirittura spruzza gasolio sulle ceppe o altre fragranze particolarmente tossiche per l’assunzione da parte di esseri umani. Spesso, per camuffare poi questa serie di mosse, capita che gli spacciatori lascino l’erba chiusa in barattoli assieme ad altri alimenti che ne alterino l’aroma, così da risultare più “sana”.

Oggi, comunque, può essere considerata marijuana contaminata anche quell’erba che non viene adeguatamente sottoposta al lavaggio delle radici (flush, in inglese) che si attua durante gli ultimi giorni di fioritura irrigando il substrato della pianta con grosse quantità d’acqua, per depurare tutte le sostanze nutritive che si sono accumulate nel substrato durante la crescita delle piante. Si dovrebbe trattare di un’operazione standard nella raccolta della marijuana, ma a quanto pare non accade spesso lì dove la cannabis non è legale e dunque viene sottoposta a meno controlli.

Il “flush” è considerato un passo di fondamentale importanza da parte dei coltivatori di Cannabis. Quando non viene messo in atto infatti  le ceppe possono risultare aspre, con sapori ed odori chimici e ben poco sopportabili. Ecco perché è così importante non saltare questa parte nel processo di coltivazione della cannabis, ma essendo anche molto delicata, spesso capita che non venga fatto.

Infine, poi, molti spacciatori non si limitano a fare tutte le cose sopraelencate ma altre che si rivelano ancora più pericolose per la nostra salute. Capita spesso infatti che gli spacciatori taglino l’erba con altre droghe pesanti come la cocaina o acidi come l’LSD al fine di nascondere la bassa qualità dell’erba da loro messa in vendita. E no, non è affatto divertente.

Quali sono i pericoli della cannabis contaminata?

Inutile dire che la cannabis contaminata è ben lontana da quella naturale. I suoi rischi per la salute sono tanti e possono risultare anche piuttosto gravi. La maggior parte delle sostanze con le quali viene tagliata la Cannabis, infatti, sebbene siano volte ad aumentare semplicemente gli effetti e gli odori dell’erba in sé, hanno composizioni chimiche che risultano essere particolarmente dannose e pericolose per il nostro organismo. Lo stesso possiamo dirlo per qualsiasi altro prodotto aggiunto non dopo la raccolta della cannabis ma anche utilizzato a mo’ di fertilizzante durante la crescita delle piante stesse. Anche l’utilizzo di fertilizzanti chimici può compromettere la qualità della cannabis rendendola dannosa per noi.

Le sostanze chimiche che rimangono intrappolate nelle ceppe e nei tessuti vegetali dell’erba, infatti, vengono aspirate o ingerite venendo così direttamente a contatto con il nostro corpo tramite l’apparato digerente oppure i polmoni, ed avere effetti alterati della marijuana non vuol dire necessariamente che ci si diverte il doppio, anzi.

Come possiamo capire se della Cannabis è contaminata?

Naturalmente, anche qui ci tocca dirvi che bisognerebbe avere un laboratorio scientifico per riuscire a capire quali sono esattamente le ceppe d’erba contaminate, ma in realtà qualche piccolo trucco casalingo per capire se ci troviamo di fronte ad erba contaminata c’è. Vediamo un po’ insieme di cosa si tratta:

  1. Lente da ingrandimento: munitevi di una lente di ingrandimento ed iniziate ad osservare la vostra cannabis. Se doveste iniziare a notare la presenza di cristalli irregolari sia sul fiore che sui gambi, specie se sono più grandi nei normali cristalli della cannabis, allora potreste trovarvi di fronte a della cannabis contaminata.
  2. Se, dopo aver utilizzato il tritino o sminuzzando con le dita la ceppa d’erba notate che la sua consistenza è strana, granulosa o sabbiosa, allora anche in questo caso potreste trovarvi di fronte a della cannabis contaminata da agenti come vetro, zucchero o silicio.
  3. Controllate il kief (l’accumulo di tricomi): se dopo aver tritato l’erba ne troviate un po’ in eccesso, provate a stenderlo sulla parte lucida di un CD. Se dovesse graffiarsi o doveste sentire stridii particolari, allora la vostra erba è stata tagliata con altre sostanze.
  4. L’odore della marijuana: questo è uno dei metodi più semplici per riuscire a “smascherare” dell’erba contaminata; dell’erba non contaminata sprigiona solo aromi naturali e piacevoli, mentre l’erba contaminata invece potrebbe dare l’indizio della presenza di sostanze tossiche anche perché il suo odore potrebbe essere diverso dall’erba naturale. Se notiamo odori strani, non familiari o che somigliano al sapone o ai solventi, allora la probabilità che l’erba sia contaminata è pressoché assoluta.
  5. La cenere: la cenere della marijuana contaminata è più compatta e scura di quella della marijuana naturale, quasi nera, e fatica a venire “scrollata” dalla canna anche dopo diverse sollecitazioni. Naturalmente non è sempre così e possiamo anche trovarci di fronte a marijuana naturale dalla cenere più compatta e marijuana contaminata dalla cenere più leggera, ma diciamo che sommata ai metodi di rilevazione da noi suggeriti, se si presenta anche questo allora è molto probabile che si tratti di marijuana contaminata.