Le varietà di Cannabis Autofiorente rappresenta un’alternativa estremamente interessante per i coltivatori che, alle prime armi, non abbiano tutte le competenze necessarie per curare e portare a fioritura completa e soddisfacente una pianta regolare. Ciò che maggiormente le caratterizza non è soltanto la poca attenzione da riservargli ma anche i tempi di crescita. Un’autofiorente in ambiente indoor può crescere e fiorire in appena dieci settimane senza la maniacale attenzione riservata alla regolazione dei cicli di illuminazione. La genesi di questa varietà è da ritrovare negli incroci effettuati con la Cannabis ruderalis grazie elle moderne tecniche di ibridazione. Un ulteriore vantaggio delle piante autofiorenti sta nella grandezza. I coltivatori con problemi di spazio possono affidarsi a questa soluzione per godere del proprio raccolto senza occupare grandi aree all’interno delle proprie abitazioni.

Le varietà autofiorenti, ad esempio, sono particolarmente valide in caso di necessità di avere a portata di mano in tempi molto rapidi della marijuana medicinale.

Origini

A partire dai primordiali ceppi di Ruderalis rinvenuti nelle zone asiatiche a noi note (nei pressi della Mongolia), numerosi altri ibridi sono stati creati per dare vita a varietà di autofiorenti sempre differenti e di volta in volta più resistenti e alto-producenti. Il primo grosso smercio di autofiorenti avrebbe preso il nome di Lowryeder, da cui sarebbe successivamente derivata la specie autofiorente omonima. Da questo momento in poi, ogni successiva trasformazione e modifica apportata alla genetica delle Lowryder (accusate di essere poco potenti in partenza) ha riservato un intenso alone di mistero volto a tenere riservati i segreti dietro la produzione di autofiorenti altamente produttive.

Vantaggi

Le nuove e recenti autofiorenti commercializzate in tutto il mondo hanno ampiamente provato di poter produrre un’erba medica assolutamente comparabile alle piante tradizionali ed alle varietà note allo scopo. Molti coltivatori affermano di aver rinvenuto quantità di THC anche del 20% ed al contempo elevate quantità anche di CBD. I vantaggi ampiamente pubblicizzati dai coltivatori sono:

  1. breve ciclo di vita in cui dalla fase di germinazione al raccolto passano generalmente 13 settimane (per alcune varietà anche meno);
  2. bassa statura e possibilità di essere coltivate in zone in cui sia necessario un po’ di “anonimato”;
  3. grazie alla genetica della Ruderalis possono arrivare alla fioritura dopo appena 2-3 settimane dalla germinazione;
  4. non necessitano di apparecchiature differenti per la fase vegetativa e quella di fioritura;
  5. una singola pianta può produrre anche parecchie centinaia di semi;
  6. possono essere coltivate in periodi dell’anno generalmente poco consoni alla coltivazione tradizionale;
  7. non subiscono lo stress della luce artificiale ed il passaggio alla luce naturale come avviene per le piante regolari;
  8. possono produrre numerosi raccolti in una singola stagione se coltivate outdoor.

Svantaggi

Ancora oggi, un certo numero di coltivatori è in disappunto con l’utilizzo dei semi autofiorenti e le relative piante poiché li giudica solo come un artefatto della vera Canapa in grado di generare un prodotto di basso valore. Questa credenza è tuttavia errata e probabilmente risalente alle prime scadenti forme di Lowryder. La maggior parte degli svantaggi reali è da ricondursi solo alla resa ovviamente ridotta rispetto alle piante regolari.