Ice-o-lator: quando cannabis, acqua e ghiaccio si incontrano

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ice o lator img sul tavolo

YO, ragazzi! Come state? Come procede la vostra ricerca sulla cannabis?

Oggi, su Cannatris, ci occuperemo di un particolarissimo tipo di estrazione dell’hashish (il fumo, in termini più comuni) che si servirà di pochi ingredienti di facile reperibilità: un po’ d’acqua e del ghiaccio.

Ice-O-Lator: cos’è e come si produce

L’Ice-o-lator è un concentrato di alta qualità, che grazie al suo metodo di estrazione garantisce un alto grado di THC nel prodotto. L’estrazione stessa è piuttosto semplice.

Come si fa?

Raffreddando il materiale vegetale (ndr: l’erba)con acqua e ghiaccio a 0 gradi Celsius, seguito da un’agitazione di 5-60 minuti con una macchina o a mano, ci troveremo di fronte ad un’hashish di ottima qualità che ci renderà rilassati, con la testa tra le nuvole, contenti e tutte quelle altre bellissime cose che porta la fattanza. Si utilizza l’acqua ghiacciata sostanzialmente perché rende molto più semplice la separazione della resina della pianta dalle foglie e fiori stessi. Le parti vegetali rimangono a galla, mentre l’hashish (e dunque la resina) tendono ad andare più giù, separando le due cose.

Successivamente, l’acqua stessa viene filtrata da un paio di sacchi filtranti appositi, i quali devono avere uno spessore dei telai compresi tra 220 micron e 25 micron, che è una misura delle dimensioni dei filtri. I filtri, dopo l’agitazione, lasceranno un residuo all’interno del sacchetto, che dopo l’asciugatura e il filtraggio con un setaccio da cucina ti lasceranno con il rinomato Ice-o-lator (ossia l’hashish del quale parlavamo poco fa)!

Lo spessore del telaio dei tuoi sacchetti alla fine deciderà la potenza del tuo concentrato. 25 micron ti lasceranno nel setaccio un hash più potente, ma anche con una minor quantità di residui. Ovviamente, più la misura dei micron sarà bassa, più l’hashish sarà concentrato e potente.

Il lavaggio, un passaggio da non sottovalutare

Approfondiamo il passaggio del “lavaggio” del materiale vegetale, per non sbagliare e finire con lo sprecare tutta la nostra erba. Prima di tutto, assicurati di avere un bocciolo uniforme e ben tritato. Per questo scopo, un tritino di quelli che usiamo ogni volta che fumiamo erba può andare più che bene.

Dopo questo step, il materiale tritato deve entrare nel sacchetto/filtro (con capacità di quest’ultimo fino a 100 grammi, più o meno), dopo di che si chiude il sacchetto con un perno per assicurarci che nessun materiale possa lasciare la busta e si procede col lavaggio.

Abbiamo lavato lo stesso materiale due volte, la prima volta in soli 10 minuti.

Ciò ha comportato un residuo leggermente più leggero della seconda volta, durante il quale abbiamo lasciato la macchina per ice-o-lator al lavoro per 40 minuti e che ci ha dato un po’ più di prodotto.

Dopo aver lavato il fumo, dobbiamo procedere all’asciugatura armandoci della comune carta forno.

Le diverse tecniche di estrazione dall’acqua ghiacciata

Esistono diverse tecniche di estrazione dell’acqua ghiacciata, con persone che lavano lo stesso prodotto fino a 5 volte. Ma badate, c’è comunque la possibilità di produrr ice-o-lator di ottima qualità in brevissimi tempi di lavaggio, per assicurarsi anche in questo modo di raccogliere l’hashish solo tricomi maturi. Ma in realtà, alla fine, tutto dipende dalle nostre personalissime preferenze. Potete provare a fare entrambe le cose, e solo successivamente scegliere qual è ciò che fa più al caso vostro.

Cardando il materiale secco attraverso diversi setacci, potrai essere in grado di dividere i tricomi della pianta tra i gambi ed i boccioli (le ceppe, per intenderci). Diversi veterani dell’iceolator sono in grado di separare il 98% – 99,9% dei boccioli dal materiale di partenza. Il risultato è un hashish puro e perfetto, ma in realtà equivarrà solo all’1% di resa del materiale utilizzato.

Per fare un esempio concreto: mettiamo che il materiale di partenza era di 50 grammi di erba, con il risultato finale di ben 4 grammi di Ice-o-lator. Usando solo le ceppe come materiale per il lavaggio, puoi produrre 15 grammi di Ice-o-lator da 50 grammi di materiale di partenza di sole ceppe! Se si usassero più filtri, ad esempio 5 buste da 220-73 micron, è altamente probabile che se ne raccolga ancora di più. Ciò, tuttavia, si tradurrà in prodotti meno pregiati di alta qualità rispetto a una singola sacca da 73 micron, ad esempio.

Non tutti hanno una macchina per Ice-o-lator a casa, ovviamente, motivo per cui abbiamo trovato una soluzione molto più semplice.

Basta prendere un foglio di carta da forno, di circa 10 × 10 cm, a seconda di quanto hashish si vorrebbe mettere al suo interno. Metti l’hash in mezzo al foglio di carta da forno e piega i lati, dopodiché piega la parte superiore e inferiore e ruota con attenzione il pacchetto. Scalda un cucchiaio con una stufa (o una candela, un accendino, ecc.) Per circa 10 secondi. Usa il cucchiaio caldo per premere a fondo l’hash ed asciugarlo.

Per assicurarti che il tuo Ice-o-lator non rimanga attaccato al foglio di carta da forno e che non lasci dei tricomi appiccicati al suo interno, mettiamo il pacchetto nel congelatore per un minuto o due. In seguito, puoi scartare il tuo hash ice-o-lator et voilà, il gioco è fatto.

Abbiamo notato inoltre che questo processo ha anche migliorato il gusto, senza alcuna diminuzione evidente della qualità o della resistenza del prodotto.

Nel complesso, l’Ice-o-lator è un buon modo per riuscire ad ottenere dell’ottimo fumo comodamente a casa nostra dalla nostra erba in maniera facile e veloce. Quindi beh, perché non provarci?

 

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Ok, non sono quello in foto ma arrivato a 70 anni vorrei essere più o meno così. Cappellino in testa, Joint tra le mani, Sativa e Indica nel cuore. Di che parlo su questo mio giornale online? Dei giovani, delle loro abitudini, di quali siano i loro argomenti quotidiani e topic rilevanti, cosa gli occorra davvero e come fare per ottenerlo. Provo ad aiutare i miei coetanei a reperire informazioni e a farlo nel modo giusto, dicendo cosa vogliano sentirsi dire, dando loro le risposte che cercano e farlo nel modo più sincero possibile. Perché il nome Cannatris? Ho creato un'apposita sezione sulla Marijuana, ho pensato che con un joint tra le mani "non c'è due senza tre" e che tutti i giovani, ma proprio tutti, hanno una piccola passione per la Ganja!