Effetti del vino sulla salute a breve e lungo termine

vino e salute

Non sono affatto poche le testimonianze mediche, e non solo, a proposito del mantenimento di un buono stato di salute grazie alle buone abitudini alimentari; tra queste spicca l’indicazione di assumere una quotidiana e moderata dose di vino (preferibilmente rosso). Gli effetti benefici sarebbero davvero molti e la maggior parte di essi riguardanti la circolazione sanguigna.

Naturalmente è opportuno conoscere tutti gli effetti del vino sull’organismo, quando sia consigliato assumerlo in quantità minime e quando sia tollerata l’eccezione in eccesso. Gli effetti del vino sono naturalmente distinguibili in effetti a breve e lungo termine, vediamo come considerarli.

Effetti a breve termine

Per capire quali effetti il vino può avere sul nostro corpo dobbiamo necessariamente comprendere cosa sia l’alcol etilico, la sostanza chimica contenuta nel vino, anche presente in birra e distillati vari, in grado di interagire con il nostro corpo favorendo lo stato di “ubriachezza” ed euforia.

Diverse concentrazioni di alcol etilico nel sangue, successivamente al suo transito nell’apparato gastrointestinale e alla sua assimilazione, hanno differenti effetti a seconda della persona presa in analisi. Anche se la tolleranza di ogni soggetto può essere variabile, gli effetti a breve termine sono strettamente correlati alla quantità di vino assunto dal soggetto specifico e alle condizioni di partenza (è notevolmente variabile la tolleranza all’alcol in base a se il soggetto bevitore abbia completato o meno un pasto e dunque assuma vino o altri alcolici a stomaco vuoto).

A livello psicologico l’effetto più evidente consiste nell’aumento dello stato di euforia e nell’abbassamento dell’inibizione sociale: i soggetti ubriachi sono maggiormente disinibiti. Ad aumentare è anche la fiducia in sé stessi con conseguente migliora propensione alla socializzazione. L’ansia, al contrario di quanto venga spesso testimoniato, è anch’essa ridotta, così come la paura.

Il colorito di chi assume vino rapidamente è rossastro, una persona brilla o ubriaca ha generalmente il volto rosso. Il giudizio può risultare alterato così come alterata è la coordinazione che peggiora man mano che il tasso alcolemico nel sangue aumenti; ovemai quest’ultimo dovesse raggiungere livelli preoccupanti, superiori a 0,30%, può presentarsi uno stato di profonda confusione mentale e conseguenti disturbi del linguaggio, viene meno l’equilibrio manifestandosi in soggetti barcollanti, si presentano vertiginivomito.

Quando il tasso alcolemico nel sangue supera 0,40% si presentano stuporeperdita di coscienzaamnesia anterograda; in questo caso è fondamentale prestare attenzione a qualsiasi circostanza poiché potrebbero sopraggiungere difficoltà respiratorie in seguito a inalazione del vomito a causa di una cattiva percezione di sé del soggetto ubriaco che, in alternativa, potrebbe presentare depressione respiratoria, anch’essa pericolosa per la vita. Quando il tasso alcolemico sia addirittura superiore a 0,40%, fino a valori di 0,80%, la possibilità di entrare in coma etilico diventa piuttosto elevata e concreta, come concreto è il rischio di avvelenamento da alcol.

Naturalmente, salvo una buona propensione del soggetto all’assunzione di vino, e salvo bassissimi livelli di alcol nel sangue, ogni alterazione dello stato di coscienza secondaria all’assunzione di vino è pericolosa per la vita qualora ci si ponga in situazioni che richiedono alti livelli di concentrazione come: la guida o l’utilizzo di macchinari pesanti.

Per quanto riguarda gli effetti a lungo termine, come segnalato all’inizio dell’articolo, bere una quantità moderata e regolare di vino rappresenta una pratica apparentemente associata alla diminuzione del rischio di differenti patologie a carico del sistema cardiocircolatorio come malattie cardiacheictusdiabete mellito.

In modo diametralmente opposto, un’esasperata assunzione di vino (dunque di alcol), sarebbe indice di aumento di rischio riguardante malattie cardiachepressione altaictus.

L’eccessivo consumo di alcol e la dipendenza ad esso associata sono definite in un unico termine: alcolismo. Un alcolista, in linea con la definizione medica del termine, è appunto una persona che consuma grandi quantità di alcol, per lunghi periodi di tempo, che abbia difficoltà a ridurre l’assunzione e impieghi gran parte del suo tempo in questo modo, giungendo a drammatiche conseguenze come: la riduzione e successiva difficoltà d’inserimento in contesti sociali svincolati dal contesto, il mancato adempimento delle responsabilità sociali e lavorative e le problematiche fisiche e salutari collegate all’alcol.

È inoltre importantissimo considerare che le quantità di alcol in grado di inficiare le funzioni corporee, dopo lunghi periodi di tempo passati a bere, sono grossomodo standardizzate per chiunque, a differenza di quelle necessarie a indurre fenomeni psicologici; questo vuol dire che man mano che la tolleranza all’alcol aumenti, favorendo una migliore risposta delle funzioni cognitive a quantità sempre maggiori di vino, i danni da questo causati al corpo si intensificheranno di pari passo all’aumentare delle quantità assunte.

L’alcolismo riduce l’aspettativa di vita di una persona che ne sia affetta di circa 10 anni, rappresentando inoltre la terza causa di morte prematura negli Stati Uniti. Oltretutto, nonostante siano moltissime le proprietà benefiche dell’alcol, in contrapposizione a questa affermazione non esistono associazioni mediche che consiglino ai NON-bevitori di iniziare ad assumere regolarmente anche piccole quantità di vino.

Un’altra preoccupante conseguenza dell’assunzione smodata di vino nel tempo è la cirrosi epatica e tutte le malattie del fegato. Oltre a poter causare “ex novo” una condizione patologia, bere regolarmente vino in grandissime quantità può dimezzare il tempo di insorgenza della cirrosi in un paziente già affetto da epatite virale cronica (da circa 20-30 anni a 10-15 anni). Si considera potenzialmente dannosa un’assunzione di più di 50 g di alcol al giorno per anni ed anni, tenendo presente che un bicchiere di vino (da 125 mL) ha un contenuto di circa 10 grammi di alcol.