Argomentare sulle differenze principali che vi sono tra Cannabis IndicaCannabis Sativa rappresenta più un esercizio culturale generale che un vero e proprio approfondimento sull’erba che oggi viene consumata in tutto il mondo. Nonostante esistano ancora delle banche semi in grado di garantire una perfetta sequela genetica (ricordiamo sempre entro l’ottavo grado di successione) riconducibile ad uno specifico tipo di seme con le sue precise caratteristiche vegetative e di fioritura, la maggior parte delle piante oggi in circolazione è frutto di un’ibridazione graduale motivata da ragioni perlopiù commerciali (vedi ad esempio le pratiche di crossbreading con la Cannabis Ruderalis), al fine di avere coltivazioni di semplice gestione e raccolti rapidi e intensivi.

Si ritiene che questi due ceppi principali siano alla base di effetti differenti su corpo e mente e che addirittura abbiano casi di particolare elezione per il trattamento di patologie differenti e spesso super specifiche. Certo è che non tutte le indicazioni contenute di seguito garantiscono la certezza della distinzione tra differenti tipi di Cannabis, che attualmente sono ufficialmente riconosciuti appartenenti a due grandi famiglie primarie, l’Indica e la Sativa. Noi speriamo di aver fatto del nostro meglio e qualora non sia sufficiente almeno avremo contribuito a darvi delle indicazioni di massima per capire con che tipo di pianta vi stiate “confrontando”.

Esiste una specie di luogo comune tra gli abituali consumatori di Marijuana che dice: per la mattina l’Indica e per la sera la Sativa. Ma perché? Questa tabella riassuntiva ci descrive per grandi linee quali sono le principali differenze tra Indica e Sativa in termini di morfologiaorigini geograficheeffettiindicazioni terapeutiche.

differenze generali sativa indica

Forma

Dal punto di vista morfologico è opportuno soffermarsi prima di tutto sulle foglie. La Cannabis Indica è caratterizzata dalla tipica foglia larga, mentre la Cannabis Sativa dalla foglia snella. Quella forse maggiormente rappresentata è la foglia di Sativa, probabilmente per via della sua forma esclusiva molto distante da altre varietà, mentre l’Indica è leggermente più assimilabile ad altri tipi di piante.

foglie sativa indica

Successivamente è utile comprendere che per distinguere l’Indica dalla Sativa è sufficiente guardare la pianta nella sia interezza e con particolare attenzione alla fioritura:

  • le piante di Indica sono corte e densamente ramificate, ragion per cui sono più adatte alla coltivazione indoor, queste sono caratterizzate da nodi a intervalli regolari lungo i loro fusti, e questi nodi rappresentano i siti in cui  si formano foglie, rami e fiori (boccioli), i germogli di Indica tendono a crescere in grappoli densi attorno ai nodi dello stelo e dei rami, con spazi relativamente brevi (noti come intervalli internodali) tra ciascun grappolo.
  • le piante di Sativa sono alte e longilinee oltre che meno fitte, solitamente vengono coltivate outdoor perché possono raggiungere altezze superiori ai 5 metri, i germogli di sativa tendono a crescere più grandi rispetto a quelli di Indica, in quanto corrono lungo la lunghezza dei rami invece di raggrupparsi attorno ai nodi, tuttavia pesano meno rispetto a agli stessi dell’Indica una volta seccati, a causa della loro densità inferiore.

indica sativa fiori

Storia, differenze geografiche e nomenclatura

La prima classificazione della Canapa in relazioni ai suoi prodotti (in particolar modo riferendosi agli effetti stupefacenti) è stata operata dal biologo francese Jean-Baptiste Lamarck nel 1785.

Lamarck osservò che alcune piante di Marijuana provenienti dall’India e specialmente dalle zone più ad Ovest di questa regione avevano effetti stupefacenti molto più decisi e rispetto alle tradizionali piante di Canapa comunemente coltivate in Europa a cui si opponevano per l’induzione di uno stato di euforia evidente ed in netta contrapposizione all’effetto rilassante e sedativo delle varietà già note. Pare infatti che la varietà di Cannabis conosciuta come Sativa fosse l’unica conosciuta fino a quel momento e che la conseguente dicitura “Indica” sia stata formulata per distinguere la Cannabis Indiana da quella Europea.

Nonostante le piante di Cannabis siano coltivate in tutto il mondo in seguito ad una rapidissima diffusione, gli studiosi hanno cercato di ricondurre la loro nascita a determinate zone cardine:

  • Indica, proveniente dalla regione Hindu Kush del Medio Oriente, Turchia, Marocco e Afghanistan;
  • Sativa, tipica delle zone equatoriali, Colombia, Messico, Thailandia e Sud-est asiatico.

origini geografiche cannabis sativa indica

Proprio sulla base di queste di queste differenze si è costruita la distinzione nominale tra Indica e Sativa per cui, ancora oggi, nonostante siano stati introdotti numerosissimi nuovi nomi classificabili in base a presunte o reali proprietà, la differenziazione di base è rimasta tra Kush utilizzato per le varietà di Indica ed Haze utilizzato per le varietà di Sativa.

Fioritura e resa

La fioritura è la fase del ciclo di crescita in cui la pianta inizia a produrre germogli. L’Indica è la varietà con la fioritura più veloce ma di contro una fase vegetativa più lenta, ne consegue che essendo l’inverso per la Sativa, cioè tempi di fioritura lenti ma crescita vegetativa rapida, i tempi medi per il raccolto sono pressoché uguali. I tempi di raccolto si attestano orientativamente tra gli intervalli contenuti nell’immagine di seguito, ma possono anche variare (e variare ulteriormente a seconda degli interventi del grower) e raggiungere questi parametri:

  • per l’Indica tra le 6 e le 12 settimane
  • per la Sativa tra le 8 e le 16 settimane

fioritura indica sativa differenze tempo

Le piante di Indica raggiungono la loro altezza prossima a quella massima non troppo rapidamente e non rischiano di crescere a dismisura in circostanze naturali, tuttavia possono continuare ad avere una crescita vegetativa anche in fase di fioritura portando la propria crescita a livelli compresi tra il 50% ed il 100% maggiori rispetto a prima dell’esordio dei boccioli. Questo fenomeno è dovuto alla presenza di giorni relativamente brevi nelle regioni tropicali in termini di ore di luce ragion per cui le piante hanno dovuto abituarsi alla compresenza di fasi di fioritura e vegetazione contemporanee. Al contrario, le piante di Sativa aumentano la propria altezza molto velocemente e continuano regolarmente a crescere durante la fase di fioritura, portando la fase vegetativa complessiva a livelli compresi tra il 200% ed il 300% maggiori rispetto alla comparsa dei fiori.

Naturalmente la grandezza della pianta influisce sulla resa del raccolto che può orientativamente essere identificato come maggiore per la Sativa, salvo forti interventi fertilizzanti da parte dell’uomo che forzino una maggior produzione o condizioni atmosferiche e ambientali tali da ostacolarne la crescita.

Effetti e trattamento dei sintomi

Ed eccoci arrivati ad uno dei punti salienti di questo argomento, quali differenze ci sono in termini di effetti e “fattanza” in seguito al consumo di Indica o di Sativa? Come ben sappiamo gli effetti della Cannabis sono i più disparati e spesso variano da soggetto a soggetto. Esistono persone che subiscono maggiormente alcuni componenti e sono dunque più propense a risentire di conseguenze differenti, se poi consideriamo che al consumo di Marijuana ed ai suoi naturali effetti si somma la propensione che il consumatore ha a svilupparne e lo stato umorale di fondo possiamo capire quanto queste informazioni siano ampiamente indicative e non esaustive al 100 percento.

Grossomodo l’Indica ha un effetto sedativo e rilassante mentre la Sativa un effetto stimolante ed euforizzante. Il consumo di Indica agisce in particolar modo sul corpo ed è particolarmente confacente ad una serata comoda, magari passata sul divano ad ascoltare musica; il consumo di Sativa è invece adatto per chi voglia stimolare la propria creatività e voglia concentrarsi o lanciarsi in occasioni avventurose.

Il consumo di Indica può addirittura avere effetti soporiferi in dosi elevate, mentre la Sativa in forti concentrazioni può dare effetti quasi psichedelici. Al riguardo esistono diverse terminologie per definire gli stati indotti da differenti tipi di Marijuana e naturalmente le più note sono derivanti dall’Inglese e non subiscono mutazioni:

  • si definisce stoned lo stato indotto dall’Indica
  • si definisce high lo stato indotto dalla Sativa

effetti indica sativa

Discorso a parte meritano gli aspetti prettamente medici e farmacologici. La Cannabis medicinale può essere impiegata per trattare una grande varietà di condizioni patologiche comuni. In genere, le piante di Indica hanno contenuti di CBD maggiori e di THC più bassi.

Le principali caratteristiche dei ceppi medicinali di Indica sono:

  • rilassamento muscolare
  • rilassamento mentale
  • diminuzione della nausea
  • diminuzione del dolore acuto
  • aumento dell’appetito
  • aumento della dopamina e conseguente aumento della percezione del piacere
  • induzione del sonno

I farmaci prodotti a partire dalle piante di Sativa hanno un basso tasso di CBD e cospicue quantità di THC e le principali caratteristiche dei ceppi medicinali sono:

  • riduzione dell’ansia
  • miglioramento della depressione
  • trattamento del dolore cronico
  • aumento di attenzione e creatività
  • aumento della serotonina e conseguente miglioramento dell’apprendimento e del tono dell’umore generale
  • diminuzione della fatica