Cannabis Ruderalis, effetti e particolarità

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foglie di ruderalis

La Cannabis Ruderalis è una varietà meno nota di Cannabis, sempre classificabile come varietà pura ma considerata in minor misura rispetto alla Indica e la Sativa. Esiste tuttavia una teoria secondo cui la Ruderalis sarebbe un vero e proprio ibrido creato dalla natura contenendo un pool genetico a metà tra Indica e Sativa; questa teoria è originata da pochi studi e pare non godere di grandissimo seguito da parte dell’intera comunità scientifica concentrata a studiare la “pianta del secolo”. In questo senso è forse poco opportuno schierarsi e affidarsi alle notizie che di volta in volta vengono rilasciata dai centri di ricerca.

Questa forma di cannabis è stata per la prima volta classificata nel 1942 dal botanico Janichevsky.

L’origine pare essere propria delle zone fredde della Russia dell’est, regione da cui successivamente si sarebbe allontanata per arrivare fino alle zone montuose della Cina e della Mongolia. Le sue caratteristiche e dinamiche di crescita ne fanno a tutti gli effetti una pianta selvatica, particolarmente propensa ad essere resistente anche in condizioni estreme; si tratta in effetti di un’erba infestante.

Ruderalis è appunto la parola latina che indica le macerie, questa varietà di Canapa è infatti capace di riemergere dal terreno anche dopo aver rimosso tutte le altre varietà di erbe e piante. Data questa importante caratteristica, la ruderalis viene spesso impiegata in processi di ibridazione con altre varietà di Cannabis al fine di ottenere “super-specie” di Marijuana non soltanto floride e di buona qualità ma anche alto-producenti e robuste, dunque di facile coltivazione e gestione.

Utilizzi

La Cannabis Ruderalis è utilizzata, come già detto, in fase di ibridazione, per indurre maggiore resistenza e soprattutto un rapido raccolto ed una resa quasi automatica che non necessiti di troppe attenzioni. Viene spesso impiegata per le varietà autofiorenti grazie alla sua capacità di generare fiori in base all’età della pianta e non al cambio di fotoperiodo. Queste caratteristiche ne fanno una validissima alternativa per i coltivatori outdoor che abbiano necessità di rinnovare la semina alla fine di ogni raccolto senza per forza attendere i tempi scanditi dai cicli solari.

La Ruderalis viene spesso utilizzata dai coltivatori cosiddetti “guerilla” che vogliano avviare una coltivazione in zone non abitualmente consone alla crescita della vegetazione, dai coltivatori alle prime armi che non siano a conoscenza delle mille accortenze da riservare alle varietà più delicate affinché fioriscano nel modo migliore e nella giusta quantità, e dai coltivatori commerciali come pianta tuttofare da fondere con differenti sottospecie.

La marijuana autofiorente sboccia in modo indipendente tra le 2 e le 4 settimane. L’aspetto autofiorente si pensa derivi dal fatto che la Ruderalis è originaria di regioni in cui le estati sono considerevolmente brevi, ma i periodi di luce diurna estremamente lunghi fino a toccare le 22 ore al giorno.

Descrizione e proprietà

Le piante, generalmente, non superano i 60 centimetri di altezza, il che rende la Ruderalis molto meno vistosa rispetto a varietà più note che possono arrivare fino ai 2,50 o addirittura 3 metri. Inoltre, le foglie sono molto più piccole e meno fitte essendo effettivamente minori di numero.

Il contenuto di THC non è elevato e rispetto alla quantità di CBD è del tutto irrisorio. A tal proposito è opportuno segnalare che sì, le quantita di cannabidiolo contenute nella Cannabis Ruderalis sono maggiori rispetto a quelle di tetraidrocannabinolo ma non sufficienti per indurre qualsiasi effetto evidente nel trattamento di patologie; è comunque noto che una cospicua assunzione possa favorire un certo rilassamento e indurre una sorta di effetto sedativo. Questa è una delle caratteristiche che ne fanno una specie (forse) etichettabile come sottospecie delle Cannabis Sativa.

Le caratteristiche chimiche della Cannabis Ruderalis sono molto simili alla canapa da fibra.

Storia e curiosità

La pianta veniva utilizzata nei riti religiosi dagli sciamani mongoli. Antichi racconti risalenti a circa 2400 anni fa sembrerebbero descrivere i suoi effetti  inducenti stati di trance psico-fisica. Sembra addirittura che questa classe di cannabis facesse parte dei riti religiosi appartenenti al culto dei morti: è stata infatti rinvenuta una borsa di canapa contenente semi di Cannabis Ruderalis in un’antica tomba in Mongolia.

Ai nostri giorni, nelle popolazioni rustiche di queste zone asiatiche, la Cannabis Ruderalis trova impiego nel trattamento della depressione.