La cannabis può curare l’apnea del sonno?

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Sebbene si tratti ancora di studi sperimentali, alcune nuove ricerche mostra risultati promettenti quando si tratta dell’effetto dei cannabinoidi sulla sindrome dell’apnea notturna. Uno studio pubblicato sulla rivista medica americana il cui nome è Sleep quest’anno conferma che talvolta i cannabinoidi sintetici posson ridurre i sintomi associati alla sindrome che sono a volte pericolosi dell’apnea notturna. Per comprendere meglio questo studio e cosa potrebbe significare per i pazienti apnea del sonno abbiamo reperito varie informazioni a riguardo che possono darci una mano a capire come funziona questa faccenda.

Ok, ma cos’è l’apnea notturna?

L’apnea notturna è un disturbo del sonno molto comune in diverse regioni del mondo. Solo negli Stati Uniti d’America si stima che più di 22 milioni di persone ne soffrano!

Le persone che soffrono di sindrome dell’apnea del sonno sperimentano respirazione ad intermittenza dopo essersi addormentate, avendo a che fare con intervalli di apnea talvolta così lunghi da essere pericolosi per la salute. Generalmente, l’apnea notturna è definita come una condizione instabile che cambia a seconda della fase del sonno in cui ci si trova.

L’apnea notturna è una condizione in cui quando sei addormentato le vie aeree diventano più strette in quanto i muscoli della gola si rilassano, e ciò rende più difficile per le persone respirare. Quando le vie aeree diventano più strette, si crea un vuoto nella parte posteriore della gola.  E infatti questo vuoto è ciò che porta a russare, e nei casi più gravi, la gola si chiude completamente dando inizio all’apnea. Quindi sì, l’apnea notturna può impedirti completamente di respirare.

L’apnea notturna produce una serie di problemi medici quali ad esempio ipertensione, diabete, bruciore di stomaco, stanchezza e mal di testa. Insomma, si tratta di una situazione davvero stressante per chi si trova ad averci a che fare che non costituisce solo il problema in sé ma porta ad un’altra serie di patologie più o meno fastidiose.

Lo studio sui cannabinoidi e l’apnea del sonno: cosa si è notato?

Una nuova ricerca ha quindi mostrato che un farmaco a base di cannabinoidi orali potrebbe presto diventare una realtà in tutti gli Stati in cui è consentito l’uso di cannabis.

A questo proposito, gli scienziati dell’Università di Chicago e della Northwestern University hanno preso in esame 73 pazienti con apnea notturna ed in primo luogo hanno testato la gravità della loro apnea ostruttiva del sonno, il che significa che si occupavano solo di apnea del sonno muscolare. Le condizioni andavano da moderate a severe, il che significa che la gola si chiude completamente non consentendo minimamente di respirare. Hanno inoltre esaminato i partecipanti sui loro livelli di affaticamento prima di iniziare il trattamento.

Quindi arrivati a questo punto i ricercatori hanno somministrato pillole placebo, una bassa dose di farmaci cannabinoidi e un’alta dose di farmaci cannabinoidi a tre gruppi separati. Hanno usato il dronabinol, che è un cannabinoide sintetico già approvato dalla FDA negli USA per aiutare i pazienti che sono in corso di chemioterapia a far fronte alla perdita di appetito.

Sebbene i ricercatori abbiano condotto altri studi sui cannabinoidi e sull’apnea del sonno, questo è stato il più legittimo.

I risultati dello studio sono stati strabilianti: scopriamo il perché

Lo studio su questi pazienti ha rilevato che il dronabinol ha aiutato in maniera davvero significativa i pazienti affetti da apnea notturna. Hanno riportato meno fatica e meno sintomi rispetto al gruppo placebo. Non solo, ma più alta è la dose, migliori erano i pazienti. Significativamente quindi, quelli con i sintomi più gravi hanno tratto il massimo beneficio dai cannabinoidi.

I pazienti hanno anche mostrato la più grande riduzione dei sintomi nel punto del loro ciclo del sonno, quando di solito sono i più acuti. Lo studio ha dimostrato che il beneficio era più significativo nel sonno REM ed era più significativo in termini di apnea completa, quelle in cui le vie aeree sono completamente bloccate.

Che futuro ha il farmaco per l’apnea del sonno?

Siamo ancora lontani da un farmaco cannabinoide orale per l’apnea del sonno in commercio. Sebbene si tratti di risultati impressionanti che si spera possano promuovere ulteriori ricerche sui cannabinoidi, almeno per il momento sembra trattarsi davvero solo di uno studio. D’altra parte, però, in America la FDA ha già approvato dronabinol. Ciò significa che portare il farmaco sul mercato sarebbe un processo meno lungo del solito, almeno nei paesi che accettano l’uso di cannabis.

Sensibili alla difficoltà di questa condizione, gli specialisti si augurano che vi siano ulteriori ricerche sull’efficacia del dronabinol nel trattamento di patologie simili. Non ci sono adesso in commercio farmaci disponibili che le persone possano prendere per trattare questo tipo di disturbo, quindi se arrivasse un farmaco che funziona sarebbe molto utile. Potrebbe aiutare a ridurre questi altri problemi che l’apnea notturna può causare. In più, sappiamo bene che la cannabis apporta diversi benefici per la gestione di più e più patologie e disturbi psichici come ansia, depressione e via discorrendo.